Interventistica Vascolare

La ricerca e l’evoluzione tecnologica hanno messo a disposizione del chirurgo vascolare nuovi presidi e tecniche che permettono terapie sempre meno invasive per il trattamento della malattia venosa cronica superficiale degli arti inferiori.

Quali sono le cause? Il sesso è certamente un fattore determinante: infatti, i soggetti maggiormente colpiti sono per l’appunto donne.

Un ruolo importante lo svolge anche l’ereditarietà, poi il peso, l’abitudine alla sedentarietà e alla stazione eretta prolungata sono condizioni che possono favorire la patogenesi dilatativa della parete venosa.

Nelle fasi iniziali della malattia, le varici rappresentano principalmente un problema di natura estetica e richiedono un trattamento medico basato fondamentalmente sulla regolazione dello stile di vita e sull’elastocompressione. Col passare del tempo e il peggioramento dell’entità del reflusso venoso compaiono i primi sintomi più problematici: dal senso di pesantezza e facile affaticabilità dell’arto, alle alterazioni cutanee, per finire con prurito e crampi muscolari.
Alla comparsa di uno di questi sintomi, per ovviare anche alle possibili complicanze quali la flebite e la tromboflebite, si può ricorrere alla correzione chirurgica.

Negli ultimi anni, a fianco alle tradizionali tecniche chirurgiche si sono sviluppati molteplici trattamenti cosiddetti mini invasivi che prevedono la “chiusura” della vena varicosa con il laser o la radiofrequenza, e altre metodiche ancora più recenti che non richiedono fonti di calore per occludere la vena malata, tra cui la MOCA.

Quest’ultima tecnica è indolore e non richiede alcuna anestesia.  È un trattamento chirurgico ambulatoriale che, ripeto, non richiede l’utilizzo di anestesia essendo assolutamente indolore. Prevede la puntura della vena sotto guida ecografica e l’inserimento al suo interno di un catetere rotante che determina un’alterazione meccanica e chimica della vena malata e quindi la sua completa chiusura.

Moltissimi pazienti hanno caratteristiche anatomiche della vena tali da poter essere sottoposti a questo trattamento. Per stabilire l’indicazione all’intervento, è sufficiente una visita con ecocolordoppler dell’arto inferiore.

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Dr. Andrea Azzaretti

Radiologo, Interventista c/o Ospedale Valduce di Como

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Dr. Andrea Vercelli

Chirurgo Vascolare Gruppo San Donato c/o Clinica “Città di Pavia”

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